Torino (e i Torinesi) sono davvero inospitali?
Periodicamente sento dire, da persone che si sono trasferite a Torino per studiare o per lavoro, che Torino è una città fredda e inospitale, o che lo sono i Torinesi.
Oggi addirittura mi è capitato di leggere su Facebook un simpaticone che la definiva "lugubre", e che definiva la gente di Torino "troppo sucata, maleducata e insensibile".
Ora, a prescindere che il termine "sucata" non mi è noto, mi scuso per la mia ignoranza e provvederò a informarmi su un dizionario o all'Accademia della Crusca, mi domando:
se io mi recassi al sud (sono di orgini sannite), in una qualsiasi cittadina e iniziassi a sbandierare ai quattro venti che le persone intorno a me sono dei camorristi, delinquenti e maleducati, forse (e sottolineo il "forse") quanti non si riscontrano in queste categorie non sarebbero poi così ben disposti nei miei confronti.
E' una sorta di profezia autoavverante: se continuo ad apostrofare come "chiusi" coloro che mi circondano, difficilmente questi si apriranno.
Forse sarebbe ora di smettere di fare di tutta l'erba un fascio, provare a conoscere davvero le persone che vi circondano, senza fermarmi a frusti stereotipi. E soprattutto, se non vi piace Torino, nessuno vi trattiene.
Rispetto profondamente coloro i quali, venuti a Torino per studiare o lavorare, non trovandosi bene hanno deciso di tornarsene al loro paese d'origine. E' una scelta legittima, e non tutti i gusti sono uguali.
Non capisco invece chi, senza perdere occasione per disprezzare Torino e i Torinesi, non accenna a tornarsene a casa sua, ben conscio che lì non potrebbe mai avere le opportunità che invece questa "lugubre" città gli offre.